
Ferrari 250 GT Berlinetta Zagato, l’era dei Gentlemen Drivers
1956 – Atelier Zagato, dallo stile funzionale e anonimo all’aerodinamica minimalista
Vedi quell’auto? È diversa da tutte le altre? E allora è una Zagato! – Elio Zagato
Gli anni ’50 in Italia sono stati il periodo più creativo, un tempo nel luogo più denso di progressi registrati in campo economico e culturale del dopoguerra, l’inizio del miracolo economico italiano.
Tra le persone e le innovazioni che hanno lasciato il segno si distingue Dante Giacosa, ingegnere proveniente dal liceo classico e per questo, probabilmente, destinato a pensare fuori dagli schemi convenzionali per creazioni fortemente innovative e durevoli, come la scocca autoportante della FIAT 1400.

Per i costruttori di automobili europei l’America rimane il traguardo più ambizioso da raggiungere; denaro, capitali e investimenti solcano l’Atlantico verso il vecchio continente, per ritornare sotto forma di prodotti lussuosi e raffinati.
Al Salone di Ginevra del 1952 debutta la prima e forse unica Gran Turismo del marchio torinese, la FIAT 8V, dotata di un enorme motore a otto cilindri progettato sotto la direzione di Giacosa per una berlina destinata al mercato americano, mai realizzata.
Tecnici e innovatori come Giacosa hanno realizzato opere quasi sconosciute, progetti dimenticati nel cassetto nati da visioni senza l’avallo dei freddi calcoli del marketing.
Si direbbe che la 8V sembri un ripiego, per non gettare alle ortiche quel singolare motore che ha avuto il privilegio di attirare le attenzioni di un giovane apprendista carrozziere di nome Elio, pilota spericolato, tuttofare nell’azienda del padre Ugo Zagato.

L’atelier Zagato è uno dei luoghi preferiti dai nuovi gentleman-driver, i discendenti dei giovani di famiglie altolocate che “correvano la cavallina” con leggeri e veloci calessi. Nobili, inventori o imprenditori di successo col pallino della velocità in pista e sulle strade comuni, ognuno di loro ha speso una fortuna per elaborare la propria auto, per renderla innovativa e più veloce delle precedenti.
Jules Albert de Dion Emanuele Cacherano di Bricherasio Francesco Giusti Del Giardino Giannino Marzotto
Ferrari 250 GT Berlinetta Zagato, il tetto a doppia gobba
Mi chiamo Elio Zagato, pilota e carrozziere, chiamato confidenzialmente “Zagatino” da Enzo Ferrari, buon cliente di mio padre Ugo. Lavorando con loro ho vissuto una profonda trasformazione estetica delle automobili.
Votati alla sola funzionalità, i vecchi abitacoli dalle superfici piane ed eccessivamente squadrate si sono trasformati in qualcosa di molto simile alle cabine degli aerei. Con l’introduzione dei materiali usati comunemente nel settore aeronautico, l’acciaio tubolare per il telaio, l’alluminio per la carrozzeria e il plexiglass per le vetrature laterali, abbiamo inclinato e curvato le forme a beneficio dell’aspetto e della velocità.
Osservando con attenzione la greenhouse, il tetto della Panoramica costruita da mio padre dopo la seconda guerra mondiale, riconosco chiaramente un cockpit, una cupola arrotondata estesa verso l’alto con ampie finestrature in trasparente plastico, rastremate a filo della carrozzeria per una visibilità ottimale e per la massima resa aerodinamica.

Su questi studi, dai quali emerge il pronunciato distacco del lungo cofano motore dal confortevole abitacolo, si possono immaginare le ali di un aereo, a conferma dell’ispirazione aeronautica di Ugo Zagato.
Oggi l’atelier Zagato è frequentato da importanti e facoltosi clienti di Enzo Ferrari, amanti della velocità e desiderosi di distinguersi con le nostre carrozzerie fregiate dalla lettera “Z“.
Gli imprenditori Vladimiro Galluzzi e Camillo Luglio, mi hanno commissionato un abito per le loro Ferrari 250 GT, più confortevole e turistico il primo, ispirato al classico e raffinato aspetto Lancia sottolineato anche dal colore, più spartano e sportivo il secondo, per ben due telai Ferrari allestiti a distanza di pochi mesi.

L’elemento distintivo della berlinetta Galluzzi-Luglio è sicuramente il padiglione, il tetto a doppia gobba o Double Bubble come piace agli americani, la reinterpretazione in chiave moderna della Panoramica di papà Ugo.
Camillo Luglio, Ferrari 250 telaio 0537 GT Camillo Luglio, Ferrari 250 telaio 0665 GT
Il design e lo stile
Si presenta una seconda carrozzeria bicolore in Ferrari, la 250 GT Berlinetta Zagato si veste del blu scuro Lancia con tetto chiaro, per evidenziare l’originalità della doppia gobba e del montante posteriore ad angolo, un evidente riferimento alla lettera “Z”.
Nell’evoluzione rappresentata dal secondo modello di Luglio, il telaio 0665 GT oggetto della galleria immagini, compaiono le carenature dei fari in polimetilmetacrilato, inoltre spicca l’inedito terzo tergicristallo per la massima visibilità del pilota.
Dati caratteristici
Corpo vettura | Berlinetta a due porte, due posti |
Motore | anteriore longitudinale |
Cilindri | 12, due bancate a V di 60° |
Cilindrata totale | 2.953 centimetri cubici |
Alesaggio x corsa | 73 mm x 58,8 mm (corsa corta) |
Rapporto di compressione | 9,2:1 |
Distribuzione | monoalbero in testa per bancata, 2 valvole per cilindro |
Alimentazione | 3 carburatori Weber 36 DCL3 |
Accensione | 2 spinterogeni, singola |
Potenza massima | 250 CV a 7.500 giri/minuto |
Trazione | posteriore |
Frizione | — |
Cambio | 4 rapporti + retromarcia |
Telaio | tubolare in acciaio speciale, carrozzeria in alluminio |
Sospensioni | anteriori a ruote indipendenti, quadrilateri trasversali posteriori a ponte rigido, balestre semiellittiche longitudinali |
Freni | a tamburo |
Ruote | a raggi, 16 pollici |
Pneumatici | 6 x 16 |
Passo | 2.600 mm |
Carreggiata anteriore | 1.354 mm |
Carreggiata posteriore | 1.349 mm |
Lunghezza | 4.400 mm |
Larghezza | 1.650 mm |
Altezza | 1.300 mm |
Peso a vuoto | variabile, indicativo 1.020 kg |
Velocità massima | oltre 250 km/h |
Rapporto peso/potenza | indicativo, 4,1 kg per CV |
Accelerazione 0 – 100 km/h | indicativo, 8 s |
Elio Zagato, forme inconsuete e inconfondibili

nasce il 27 febbraio 1921, a Milano. Figlio di Ugo Zagato, lavora in azienda e si diletta a gareggiare, vincendo, con auto le carrozzate dalla famiglia. Partecipa alla fondazione della scuderia Milanese Sant Ambroeus e si distingue tra i gentlemen drivers della “dolce vita” italiana. Oltre alla Fiat 8V e alla Ferrari 250 GT Berlinetta Zagato, tra le sue creazioni si elencano le GT più famose del momento; l’Alfa Romeo 1900 SSZ, la Maserati A6G e la Aston Martin DB4 GTZ. Dai suoi progetti emerge l’originalità dello stile funzionale, definito anche minimalismo milanese. Si spegne il 14 settembre 2009, a Milano.
Nel prossimo articolo: Ferrari 250 GT Tour de France, all’anagrafe Berlinetta da competizione