Ferrari 340 MM, abito Vignale e motore da quattro litri

Ferrari 340 MM, abito Vignale e motore da quattro litri

29/11/2019 0 Di Silvano Orsini

1953 – Nasce il Campionato mondiale per le vetture sport, in Ferrari continua lo sviluppo della barchetta biposto


Tutte le gare, sulle più famose piste, si risolvono da anni, in duelli tra scuderie italiane. Anche sulla carta patinata di riviste straniere, brillano le nostre carrozzerie. La linea slanciata, senza smorfie ne paradossi, trova un così giusto punto tra funzionalità e armonia, che gli americani vengono a far vestire i loro motori e telai dai nostri carrozzieri. Vestire all’italiana, il motto si propaga parallelamente tra i costruttori d’auto e tra le signore… – Tratto da “Made in Italy (fabbricato in Italia)”, Archivio Istituto Luce

Imola 1952. Progresso e benessere; in questo angolo di terra romagnola, c’è la prova di un Paese intero che si risolleva dalla miseria del dopoguerra. Da qualche anno, un gruppo di imolesi disegna e realizza corse di motori tra il fiume Santerno e i colli, coinvolgendo un numero crescente di appassionati.

Moto Club Imola

Francesco Costa, dirigente del Moto Club Imola, accoglie con entusiasmo l’idea dei concittadini e progetta il circuito denominato Prototipo Coni, meglio conosciuto come Circuito del Santerno.

Questa idea, come fragile creatura, fu accolta, aiutata, cullata e nutrita da tanti, ma solo uno ne fu padre per sempre: Checco Costa – Claudio Marcello Costa “dottor Costa”

Il 19 ottobre, la pista appena asfaltata viene battezzata alla presenza del grande amico Enzo Ferrari. Per l’occasione, alla guida dei bolidi si alternano piloti di grande prestigio; Farina, Villoresi ed Ascari, mentre il 25 aprile dell’anno successivo si disputerà il primo Gran Premio Coni.

Le donne, che dopo l’otto settembre avevano ricoperto ruoli fondamentali nella lotta del popolo italiano, conquistano il diritto al voto, escono nelle piazze, incominciano ad uscire per lo svago serale, senza quella protezione maschile che le opprimeva prima del conflitto.

Il binomio donne-motori comincia a farsi strada sulle piste e nella cultura popolare; al cinema esce Vacanze Romane con la divina Audrey Hepburn in sella alla Vespa, sulle riviste automobilistiche compaiono prorompenti attrici, vestite dai nuovi canoni dettati dalla moda internazionale.

Maria Teresa de Filippis è una ragazza piccola e minuta, ma talmente determinata a sfidare il sesso forte nelle gare automobilistiche, e a batterlo, da guadagnarsi l’appellativo di “Pilotino”. Alla 12 Ore di Pescara, alla guida di una Osca Mt4 1100, dopo una corsa strepitosa, guadagna il quarto posto assoluto.

Maria Teresa de Filippis

Agli inizi, la mia vita si era tramutata, mio malgrado, in una non sempre divertente sfida agli uomini da battere, solo per poter spegnere quel sorrisino di sufficienza.

Considerando il successo riscontrato dalle gare automobilistiche su strade normali, la Federazione Internazionale dell’Automobile istituisce il Campionato del mondo vetture sport, per modelli biposto senza limitazioni di cilindrata, ma con dotazioni per l’uso stradale.

In questo scenario di ritrovata vitalità, di rincorsa continua alle massime prestazioni, di voglia di eleganza, Enzo Ferrari realizza la sua quarta barchetta, elevando la cilindrata dell’ormai leggendario v12 a 4.000 cc e avvalendosi dell’artigianalità sartoriale della carrozzeria Vignale di Torino.

Tra i piloti Ferrari, si distingue uno dei migliori piloti del momento, Luigi Villoresi.

Luigi Villoresi

Una nuova livrea rosso-grigio e sfiati d’aria sulle fiancate

Mi chiamo Luigi, detto Gigi, Villoresi,

sono milanese, figlio del celebre progettista dei canali navigabili della città, l’ingegnere Eugenio Villoresi. Nonostante in famiglia si parli spesso di terreni agricoli, di aridità e irrigazione, io e mio fratello Emilio abbiamo sempre coltivato la passione per le corse, Millemiglia in testa tra tutte.

Ho conosciuto Enzo Ferrari in questo ambiente, da lui sono stato ingaggiato come pilota perché so vincere le gare, come altri prima di me. Forse meglio di altri, perché riesco a capire al meglio le macchine che egli mi affida.

La Ferrari 340 MM è un concentrato di bellezza e di potenza; il disegno di Giovanni Michelotti della carrozzeria Vignale introduce elementi stilistici innovativi, come la carrozzeria bicolore rosso-grigio, le tre prese d’aria laterali e quelle posteriori, poste in grande evidenza.

Giovanni Michelotti

La Ferrari 340 Mille Miglia e le altre

Sono ancora le competizioni a guidare l’evoluzione commerciale di Ferrari, dove il collaudo, la messa a punto delle vetture da Formula 1 si riversa sulla versione barchetta, ancora dedicata alla Mille Miglia, la più appassionante e prestigiosa delle competizioni.

Il campionato del mondo vetture sport è la vetrina ideale per il successo della nuova barchetta, evoluzione di un’idea vincente in pista, sulle strade di tutti i giorni e nell’immaginario collettivo.

La sigla 340 indica ancora la cilindrata unitaria del motore a V 12 cilindri, ennesima evoluzione del progetto di Colombo, con l’aumento della cilindrata totale di 4100 cc.

La carrozzeria denota l’aumento importante della potenza espressa dal motore; le vistose prese d’aria laterali testimoniano la difficoltà dei freni a tamburo a disperdere l’energia dell’auto trasformata in calore.

Tra i cambiamenti imposti dalla incrementata potenza da gestire, si evidenziano l’introduzione della frizione multidisco, le ruote da 16 pollici e la sezione maggiorata delle ruote posteriori.

Il peso a vuoto della versione barchetta arriva a 850 kg, ma con la potenza massima del motore incrementata a 280 CV, il rapporto peso/potenza si riduce ulteriormente a 3,0 kg per CV.

Con queste caratteristiche, pur con l’aumento del passo per dare maggiore stabilità alle alte velocità, la Ferrari 340 MM è un’auto dalla guida impegnativa e senza margini di errore.


Il motore

Il V 12 di Colombo beneficia di un nuovo aumento dell’alesaggio x corsa da 60 x 58,8 mm a 80 x 68 mm, sempre a corsa corta, della diminuzione del rapporto di compressione da 10:1 a 8:1 per l’uso della benzina normale (a basso numero di ottani) e dell’introduzione dei carburatori Weber 40 DCF al posto dei 32.

L’aspirazione non dispone di presa d’aria a sbalzo o convogliatore, che coinvolga e peggiori l’estetica della parte superiore del cofano motore.

Motore della 340 MM di Tom Cole del 1953 – Ruoteclassiche, luglio-agosto 2001

Le competizioni e le vittorie prestigiose

DataCompetizioneVetturaPilota
12/04/1953
Giro di Sicilia
Ferrari 340 MMVilloresi-Cassani
(1° posizione assoluta)
26/04/1953XX Mille Miglia
Brescia
Ferrari 340 MMMarzotto-Crosara
(1° posizione assoluta)
Cole/Vandelli
(4° posizione assoluta)
09/05/1953Production Sports Car Race
Silverstone
Inghilterra
Ferrari 340 MMHawthorn
(1° posizione assoluta)

Cole
(2° posizione assoluta)
31/05/1953Coupe de Printemps
Montlhéry
Francia
Ferrari 340 MMBoncompagni “Pagnibon”
(1° posizione assoluta)
14/06/195324 Ore di Le Mans
Francia
Ferrari 340 CoupéMarzotto P.-Marzotto G.
(5° posizione assoluta)
05/07/195312 Ore di Reims
Francia
Ferrari 340 MMMaglioli-Carini
(1° posizione assoluta)
26/07/195324 Ore di Spa-Francorchamps
Belgio
Ferrari 340 MM Farina-Hawthorn
(1° posizione assoluta)
09/08/1953Circuito di SenigalliaFerrari 340 MMMarzotto P.
(1° posizione assoluta)
21/08/195312 Ore di PescaraFerrari 340 CoupéMaglioli- Hawthorn
(1° posizione assoluta)
30/08/19531000 km del Nürburgring
Germania
Ferrari 340 MMAscari-Farina
(1° posizione assoluta)
23/11/1953Carrera Panamericana
Messico
Ferrari 340 “Mexico”Mancini-Serena
(4° posizione assoluta)
Ricci-Salviati-Maglioli
(6° posizione assoluta)

Il design e lo stile

Esordio della versione bicolore per la Ferrari 340 MM, rosso corsa Alfa e grigio sulla parte inferiore della fiancata, con un taglio netto orizzontale. Per la prima volta viene esibito il logo Ferrari sui due lati del cofano motore, vicino alle prese d’aria, come sulle Alfa Romeo di un tempo.

Dati caratteristici

Corpo vetturaSpider/barchetta a due porte, due posti
Motoreanteriore longitudinale
Cilindri12, due bancate a V di 60°
Cilindrata totale4101,66 centimetri cubici
Alesaggio x corsa80 mm x 68 mm (corsa corta)
Rapporto di compressione8:1
Distribuzionemonoalbero in testa per bancata, 2 valvole per cilindro
Alimentazione3 carburatori quadricorpo Weber 40 DCF
Accensione2 spinterogeni, singola
Potenza massima 280 CV a 6.600 giri/minuto
Trazioneposteriore
Frizionemultidisco
Cambio5 rapporti + retromarcia
Telaiotubolare in acciaio speciale, a sezione ellittica, a longheroni con traverse, carrozzeria in alluminio
Sospensionianteriori a ruote indipendenti, quadrilateri, ammortizzatori idraulici a leva e balestra trasversale
posteriori a ponte rigido, doppi puntoni, ammortizzatori idraulici a leva e doppie balestre semiellittiche longitudinali
Frenia tamburo
Ruotea raggi, 16 pollici
Pneumaticianteriori 5,50 x 16 – posteriori 6,50 x 16
Passo2.500 mm
Carreggiata anteriore1.325 mm
Carreggiata posteriore 1.320 mm
Lunghezza-.— mm
Larghezza-.— mm
Altezza— mm
Peso a vuoto850 kg
Velocità massima282 km/h
Rapporto peso/potenza3,0 kg per CV
Accelerazione 0 – 100 km/h–,– s

Luigi “Gigi” Villoresi, il pilota tattico e calcolatore

Luigi Gigi Villoresi

nasce il 16 maggio 1909, a Milano, fratello maggiore di cinque figli di una nota famiglia lombarda. Le gare automobilistiche locali sono il luogo del debutto come pilota, nel 1931 alla guida di una Lancia Lambda e nel 1933 alla Mille Miglia, con la sua Fiat 508 Balilla. Per Enzo Ferrari, Gigi rappresenta lo stereotipo del milanese; una persona brava e furba, un abile pilota in grado d’interpretare e sfruttare al meglio le potenzialità delle sue auto e le debolezze dei concorrenti. Sincero nell’esprimere la propria opinione, Gigi definisce il Commendatore; “Enzo Ferrari è uno che non conosce la parola grazie.” Nel 1960 gli viene conferita la Medaglia d’Oro al valore atletico per meriti eccezionali, nel 1996 gli viene assegnato un appartamento e un vitalizio, si spegne il 24 agosto 1997, a Modena.