Mi Chiamo Gustav

“Sono nato per annientarvi”.

Il naming nel marketing delle ideologie; fare propaganda attraverso armi mostruose con una personalità umana.

Il disastro della prima guerra mondiale aveva creato le condizioni per un nuovo terribile conflitto, nel 1935 Adolf Hitler è già alla guida del nazionalsocialismo come risposta all’umiliazione inflitta alla Germania. È in questo periodo che i sentimenti di frustrazione, il desiderio di vendetta, porteranno la propaganda ideologica a creare armi spaventose.

Nel libro Mein Kampf  Hitler approfondisce, definisce il progetto di propaganda nazista attingendo dall’esperienza diretta di soldato durante la prima guerra mondiale. Esso delinea le caratteristiche del pubblico al quale indirizzare il messaggio di rivendicazione nazionale, molto diffuso nella Germania di quel tempo, introducendo il concetto di target ovvero una caratteristica tipica del marketing moderno:

(…) l’arte della propaganda consiste proprio nel riuscire a risvegliare l’immaginazione del pubblico attraverso un appello ai loro sentimenti, a trovare la forma psicologica appropriata che attragga l’attenzione e faccia appello al cuore delle masse nazionali. Le grandi masse del popolo non sono costituite da diplomatici o professori di giurisprudenza pubblica né semplicemente di persone che sono in grado di formare un giudizio ragionato in determinati casi, ma è una folla vacillante di bambini che si trovano costantemente in bilico tra un’idea e un’altra. (…)

La maggioranza delle persone era quindi disposta a seguire ciecamente il Führer o di assecondarne le visioni, di acclamare un nuovo capo dotato di un’ottima capacità oratoria che prometteva di riportare la Germania alla grandezza di un tempo.

Si crearono nuove terribili convergenze d’interessi tra le persone comuni affamate dai debiti di guerra e dalla crisi del 1929, la borghesia insoddisfatta, l’esercito desideroso di rivincita e le imprese tecnologicamente avanzate.

Tutti, volevano una nuova guerra di espansione in Europa.


Il cannone ferroviario 80 cm K (E), alias Gustav

Negli anni ’30 l’azienda siderurgica tedesca leader per gli armamenti Krupp AG e la Wehrmacht, cioè le forze armate tedesche di terra riformate sotto l’emblema della svastica nazista, progettavano la realizzazione di un gigantesco cannone ferroviario per abbattere la linea difensiva Maginot costruita in Francia a partire dal 1928. Il cannone rimase un esercizio di progettazione fino alla visita di Hitler alla fabbrica Krupp nel 1936. Il Führer chiese la fabbricazione di una potente arma come strumento di propaganda in preparazione alle imminenti campagne ostili, iniziate nel 1939 con l’invasione della Polonia.

La qualità dell’acciaio e della tecnologia tedesca incontrarono il desiderio di Hitler; il risultato è stato la più grande arma mai realizzata durante la seconda guerra mondiale:

  • calibro (diametro bocca da fuoco): 80 cm
  • lunghezza canna: 32,48 m
  • lunghezza complessiva: 47,3 m
  • peso complessivo: 1.350 tonnellate
  • peso di un proiettile: 4.800 kg
  • gittata (distanza di lancio proiettile): teorici 47 km, effettivi 39 km
  • personale addetto: 250 per l’assemblaggio (3 giorni), 2.500 per il posizionamento dei binari e degli argini, 2 battaglioni di soldati per proteggere l’arma dai nemici

Per rendere il cannone ancora più temibile, la propaganda nazista gli diede il nome Gustav in onore del proprietario della fabbrica, Gustav Krupp von Bohlen, che omaggiò l’arma da dieci milioni di marchi come suo contributo personale allo sforzo bellico.

Hitler quindi realizzò un’importante operazione di marketing;

fece naming sulla propria creatura usando un appellativo che, solo sentendone il nome, avrebbe intimorito il nemico più determinato.

Gustav è stato parte di un processo comunicativo per rafforzare il morale dei tedeschi, associato al concetto astratto di vittoria da una parte, di morte e distruzione dall’altra, per il nemico.

In realtà, Gustav non è stato né il primo né l’ultimo cannone a ricevere un soprannome. Durante la prima guerra mondiale i tedeschi usarono un obice pesante chiamato “affettuosamente” Grande Berta. Ad Anzio, per contrastare lo sbarco degli alleati erano operativi due cannoni ferroviari chiamati Leopold e Robert, subito ribattezzati dagli americani Anzio Annie e Anzio Express per ridimensionare il loro effetto propagandistico sulle truppe.


Gustav, l’obsolescenza del progetto e l’orrore degli effetti

Gustav è stato spesso descritto come un enorme spreco di tempo, denaro e risorse umane, un progetto che doveva rimanere uno studio di tecnica balistica. Gli stessi artiglieri tedeschi, con poco rispetto, presto lo chiamarono in modo irriverente Dora e per questo si suppose, per lungo tempo, che ci fossero due armi gemelle.

Le molte immagini disponibili sul web sono il frutto della propaganda nazista, esistono molte fotografie e video prodotti per dimostrare il dominio tedesco nei campi della scienza e della tecnica, la forza della Germania di Hitler.

Le foto precedenti credo che dimostrino, in realtà, la capacità di violenza dell’uomo sui propri simili.

Immagino la fatica, il dolore fisico provato dagli stessi soldati del Führer che subiscono il tremendo boato prodotto da Gustav, gli animali che muoiono all’istante per lo spavento, il terreno e le rocce sottostanti che cedono per le enormi energie sprigionate dallo sparo.

La natura stessa geme per gli effetti di orribili strumenti concepiti e realizzati dalla specie predominante sulla terra.

Per approfondimenti su Gustav, vedi il sito ww2db.com.

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